Quando arriva l’estate capisci se stai vivendo la vita che vuoi davvero
Le vacanze non cambiano le persone. Cambiano la prospettiva.
C’è un momento dell’anno in cui, finalmente, il rumore si abbassa.
Il telefono squilla meno.
Le riunioni diminuiscono.
Le scadenze possono aspettare qualche giorno e proprio quando smettiamo di correre, iniziamo a pensare:
“Sono davvero felice di quello che sto facendo?”
È una domanda semplice, ma per molti può diventare estremamente scomoda.
Un recente articolo di Tgcom24, basato su un’indagine di Hays Italia, racconta proprio questo fenomeno: il 78% dei lavoratori approfitta delle vacanze per riflettere sul proprio percorso professionale e sulle opportunità future.
Tra le motivazioni principali per valutare un cambiamento emerge soprattutto il desiderio di un maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro.
E secondo me questo dato racconta qualcosa di molto più profondo.
Il problema non sono le ferie: è quello che scopri durante le ferie
Durante l’anno siamo talmente concentrati sul “fare” che spesso non abbiamo il tempo di fermarci a capire se quello che stiamo facendo ha ancora senso.
Ci alziamo. Lavoriamo. Risolviamo problemi. Rispondiamo alle telefonate. Gestiamo clienti, collaboratori, fornitori e imprevisti. Poi, torniamo a casa stanchi e il giorno dopo ricominciamo.
Questo meccanismo può andare avanti per mesi o addirittura per anni.
Finché arriva l’estate e improvvisamente abbiamo tempo.
Tempo per pensare. Tempo per stare con la famiglia. Tempo per guardarci dentro.
Ed è proprio in quel momento che possono emergere domande che durante l’anno abbiamo cercato di evitare:
– “Voglio continuare così?”;
– “Sto costruendo qualcosa oppure sto semplicemente lavorando?”;
– “Quanto tempo sto dedicando alle persone che amo?”;
– “Se continuo su questa strada per altri cinque anni, sarò soddisfatto del risultato?”.
Sono domande che non riguardano soltanto i dipendenti. Riguardano soprattutto noi imprenditori.
Un imprenditore può essere il più ricco e sentirsi comunque povero
Ho sempre pensato che il successo non possa essere misurato soltanto attraverso il conto corrente.
Puoi avere un’azienda che cresce. Puoi avere più clienti. Puoi raggiungere obiettivi importanti. Puoi acquistare una casa, una macchina, fare investimenti.
Ma se per ottenere tutto questo hai perso il tempo con la tua famiglia, la tua serenità e la tua libertà, devi necessariamente chiederti se il prezzo pagato è stato troppo alto.
Perché avere di più non significa necessariamente vivere meglio.
Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce una parte importante del Metodo Formicola: cercare un equilibrio tra essere, fare e avere.
Prima di chiederci quanto vogliamo avere, dovremmo chiederci chi vogliamo essere.
Non sempre devi cambiare lavoro: a volte devi cambiare modo di lavorare
Quando una persona pensa alle dimissioni, la prima soluzione che viene in mente è cambiare azienda.
Ma non sempre è quella giusta. A volte il problema non è il lavoro. È il modo in cui lo stiamo vivendo.
A volte serve cambiare ruolo. Delegare. Creare un’organizzazione migliore. Imparare a dire qualche “no”. Circondarsi delle persone giuste. Automatizzare ciò che può essere automatizzato. Smettere di voler controllare tutto.
Oppure, semplicemente, trovare il coraggio di ammettere che quella strada non ci rappresenta più.
Il cambiamento non deve essere necessariamente una fuga. Può essere una scelta consapevole.
Questo fenomeno dovrebbe far riflettere anche gli imprenditori.
Un collaboratore che si dimette raramente decide tutto dall’oggi al domani.
Spesso la decisione è il risultato di mesi di piccoli segnali:
– demotivazione;
– mancanza di crescita;
– assenza di ascolto;
– cattiva organizzazione;
– mancanza di prospettive;
– un ambiente di lavoro che non fa più sentire quella persona parte di qualcosa.
L’indagine citata da Tgcom24 evidenzia proprio come, oltre all’equilibrio tra vita privata e lavoro, contino la crescita professionale, la cultura aziendale e la qualità della leadership.
Per questo credo che un bravo imprenditore non debba chiedersi soltanto:
“Come posso trovare nuovi collaboratori?”.
Dovrebbe chiedersi:
“Perché una persona dovrebbe scegliere di rimanere nella mia azienda?”
È una domanda molto più difficile. Ma anche molto più importante.
Le ferie possono diventare un vero check-up della tua vita
Ora che è quasi finita l’estate, prova a fare un esercizio. Prova a rispondere sinceramente a queste cinque domande:
1. Sono soddisfatto del lavoro che sto facendo?
2. Il mio lavoro mi permette di vivere oppure sono io che vivo per il mio lavoro?
3. Quanto tempo di qualità dedico alla mia famiglia?
4. Se nulla cambiasse nei prossimi cinque anni, sarei felice?
5. Qual è la prima cosa che dovrei cambiare per stare meglio?
Non servono risposte perfette. Servono risposte sincere. Perché spesso il cambiamento comincia proprio da lì.
Il vero lusso oggi è avere scelta
Per me il vero obiettivo dell’imprenditore non dovrebbe essere costruire un’azienda dalla quale non può mai allontanarsi.
Dovrebbe essere costruire un’azienda che continua a funzionare anche quando lui decide di fermarsi.
Questa è libertà.
Avere la possibilità di lavorare non perché sei obbligato, ma perché hai scelto di farlo. Avere il tempo di accompagnare i tuoi figli a scuola. Fare una vacanza senza sentirti in colpa. Passare una serata con tua moglie senza controllare continuamente il telefono.
Poter dire: “Oggi mi fermo.” E sapere che il mondo non crollerà.
Non aspettare le prossime vacanze per cambiare
Le vacanze possono aiutarti a vedere quello che durante l’anno non vuoi vedere.
Ma non devono diventare soltanto il momento in cui capisci che qualcosa non va. Devono diventare il momento in cui decidi cosa fare. Perché cambiare non significa necessariamente mollare tutto.
A volte significa semplicemente iniziare a costruire una vita diversa, un passo alla volta.
È quello che ho imparato in tanti anni di lavoro, errori, sacrifici e risultati.
Il successo non è arrivare in cima se poi non hai nessuno con cui condividere il panorama
Il vero successo è costruire qualcosa che ti permetta di avere risultati senza rinunciare alle persone, al tempo e alla vita che ami.
E forse questa estate, prima di pensare a quale sarà la tua prossima vacanza, dovresti chiederti una cosa molto più importante:
“La vita che sto costruendo è davvero quella che voglio vivere?”
Se la risposta è sì, continua.
Se la risposta è no, non avere paura.
Il cambiamento non è una sconfitta.
A volte è semplicemente il primo passo verso la vita che hai sempre desiderato.
— Vincenzo Formicola


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